Casata Mariven – I Signori delle Onde

“Dove arriva il vento, là giunge la nostra bandiera.”

Simboli e Stemma

Il loro stemma più diffuso è un campo blu marino che simboleggia l’Oceano, su cui è raffigurato un tridente d’oro affiancato da una rosa dei venti incisa in argento. Il loro motto, spesso dipinto a prua delle loro navi, è la vera dichiarazione di intenti della Casata: “Dove arriva il vento, là giunge la nostra bandiera.”

Origini e Storia

La Casata Mariven non è nata dalla terra, ma dal sale e dal vento. Le loro origini risalgono a una dinastia di audaci navigatori e cartografi che, durante l’oscura Era delle Guerre, osarono sfidare i mari infestati da pirati e mostri marini. Furono i primi a completare la mappatura precisa del vasto Mare Interno e di significative porzioni delle coste del Mare Perduto. Questo coraggio li trasformò da semplici capitani in veri e propri pionieri commerciali. Da allora, il nome Mariven è sinonimo di commercio marittimo sicuro, diplomazia costiera e di un’infallibile conoscenza delle correnti e delle rotte più insidiose di Kaeria.

Settori di Influenza

I Mariven dominano ogni aspetto del trasporto navale e del commercio marittimo di lunga distanza. La loro filosofia è pragmatica: non sono legati a un territorio, ma alla mobilità. Controllano una vasta rete di flotte e scali, pronti a comprare, vendere o trasportare qualsiasi merce—dalle spezie ai metalli—purché l’operazione sia redditizia. La loro flotta non è solo mercantile; i loro velieri sono spesso armati con baliste runiche e rappresentano una forza navale privata in grado di imporre i propri dazi e garantire la sicurezza, o il blocco, di intere rotte commerciali.

Centri principali

Non avendo un’unica capitale terriera, i loro centri di potere sono tutti rivolti al mare. Hanno una presenza imponente a Portosole (sebbene condivisa con i Lysandra), dove i loro arsenali e quartieri dedicati dominano i moli. La loro roccaforte è Tarenhold, un porto fortificato costruito su scogliere bianche, rinomato per i suoi eccellenti cantieri navali che producono i velieri più veloci dell’Impero. Inoltre, l’Isola dei Venti funge da arcipelago semi-indipendente e roccaforte strategica, dove i Mariven hanno piantato la loro bandiera come potere sovrano sui mari.

Organizzazione interna

La famiglia è strutturata con un’efficienza quasi militare, guidata dal Consiglio dei Venti, un organismo composto da otto esperti ammiragli mercantili. Ciascuno di loro gestisce una specifica porzione della flotta e delle rotte. Il capo indiscusso del Consiglio porta il titolo onorifico di Maestro delle Onde, ruolo attualmente ricoperto da Lady Selindra Mariven, una donna celebre per il suo carisma e la sua spregiudicata intelligenza negli affari. Sotto la sua guida, i Mariven controllano numerose compagnie di navigazione private che operano in tutti i settori, sia come semplici mercantili che come armatori per conto terzi.

Rapporti politici

I Mariven sono partner indispensabili per l’Impero Kaerico, in quanto il trasporto rapido di truppe e il mantenimento delle linee di rifornimento dipendono dalle loro navi. L’Imperatore li tollera e li onora, sapendo che un blocco navale Mariven paralizzerebbe l’intera economia. Il loro rapporto con i Lysandra è ambivalente: a volte grandi partner nelle spedizioni transoceaniche, altre volte agguerriti rivali per il controllo delle rotte del Mare Interno. Nonostante non amino la terraferma, hanno stretto patti con alcune compagnie della Gilda dei Lupi per garantire la protezione armata dei convogli in zone ad alto rischio di pirateria.

Ombre e rivalità

La Casata Mariven è universalmente vista come composta da mercanti opportunisti e spregiudicati, la cui unica vera lealtà è verso il profitto. La loro disponibilità a cambiare bandiera o a stringere accordi con potenze ostili all’Impero, se il guadagno lo giustifica, alimenta voci sulla loro affidabilità politica. La tensione maggiore si concentra nella rivalità marittima con i Lysandra e nel costante pericolo che i loro segreti e le rotte mappate cadano nelle mani sbagliate.

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